CBAM (Carbon Border Adjustment Mechanism)
Il nuovo Regolamento (UE) 2023/956 del Parlamento europeo e del Consiglio, che istituisce il meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere, ha introdotto l’obbligo di presentare relazioni trimestrali per gli importatori di merci ad alta intensità di carbonio provenienti da Paesi extra UE. Nelle relazioni vengono dichiarate le quantità di emissioni dirette e indirette associate alle merci importate. Le relazioni sono presentate dagli importatori oppure dai rappresentanti doganali indiretti.
La Commissione europea ha avviato il cosiddetto registro transitorio CBAM. Si tratta di un sistema informativo operativo dal 1° gennaio 2024, destinato agli importatori dichiaranti e ai rappresentanti doganali indiretti per l’adempimento degli obblighi di comunicazione.
Attualmente ci troviamo nella prima fase, in cui l’importatore ha l’obbligo di comunicazione, ovvero l’obbligo di presentare informazioni sulle emissioni dirette e indirette associate alla produzione delle merci importate.
Da settembre 2025 iniziamo con le registrazioni come dichiarante autorizzato.
Nella seconda fase, dal 31 gennaio 2026, entrerà in vigore l’obbligo di pagamento, in base al quale l’importatore sarà tenuto a pagare i certificati CBAM, dopo il periodo transitorio dal 1° ottobre 2023 al 31 dicembre 2025.
Il CBAM è uno strumento della politica climatica dell’Unione europea (UE).
L’obiettivo principale è creare un equilibrio tra le imprese all’interno dell’UE e quelle al di fuori dell’UE, nell’ambito del Green Deal europeo, prevenendo la rilocalizzazione delle emissioni di carbonio, ossia il trasferimento delle emissioni di gas serra dall’UE verso altri Paesi. Il CBAM contribuisce così a ridurre le emissioni derivanti dalla produzione dei beni importati.
Il CBAM ha lo scopo di proteggere le imprese europee dalla concorrenza estera che finora ha beneficiato di prezzi dell’energia più bassi.
Fa parte del pacchetto legislativo Fit for 55 e rappresenta uno degli strumenti fondamentali per raggiungere l’obiettivo della neutralità climatica dell’UE entro il 2050, in conformità con l’Accordo di Parigi. Da ottobre 2023, l’UE ha introdotto un insieme di regole che obbligano gli importatori di diverse materie prime e semilavorati strategici ad agire.